Stipendio medio Italia: qual è il salario medio nel 2025
Crea ora il tuo CVLo stipendio medio italiano è sempre stata una tematica dolente nel nostro paese al pari della mancanza di lavoro. Se poi si paragona lo stipendio medio in Italia con quello di altri paesi nell’Unione Europea come la Germania o la Francia è li che noi italiani ci inalberiamo di più.
Diversi economisti hanno dibattuto negli anni sullo stipendio medio Italiano analizzando le problematiche del nostro paese. In questo articolo abbiamo raccolto dei dati e degli studi che ci hanno permesso di fare chiarezza su questa tematica.
In questo articolo vedrai:
- Qual è lo stipendio medio in Italia.
- La differenza tra lo stipendio medio al Nord e al Sud Italia.
- Quanti lavoratori riescono ad arrivare allo stipendio medio in Italia.
- Dove si posiziona lo stipendio medio italiano nella classifica dei salari europei.
- Perché in Italia si guadagna poco.
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Non hai tempo per leggere tutti i dati? Vai alla sezione che ti interessa:
- Qual è lo stipendio medio in Italia?
- Stipendio medio in Italia: differenze tra Nord e Sud
- Dove si posiziona lo stipendio medio italiano nella classifica europea?
- Perché in Italia si guadagna poco?
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1. Qual è lo stipendio medio in Italia
Lo stipendio medio in Italia è di circa 35.616 euro lordi (secondo i dati OECD). Un italiano guadagna quindi:
- 2740 euro lordi al mese (calcolato su 13 mensilità)
- 1980 euro netti al mese
- 15,57 euro lordi all’ora (basato sulle 176 ore al mese)
- 11,25 euro netti all’ora (basato sulle 176 ore al mese)
Una cifra sicuramente dignitosa anche se quando si va a vedere la distribuzione del reddito le cose cambiano. C’è infatti un grande divario tra chi percepisce cifre come queste o superiori (ben pochi) e chi invece guadagna molto di meno (diversi lavoratori).
Solo 1,6 milioni di Italiani percepiscono uno stipendio lordo superiore a 60.000 euro mentre circa 23 milioni non superano i 20.000 euro. Inoltre, il 76% degli Italiani non supera i 30.000 euro lordi annui (quindi non arriva neanche allo stipendio medio in Italia).
Secondo uno studio dell’ISTAT, il reddito medio delle famiglie (35.995 euro) è aumentato del 6,5% in termini nominali nel 2022, ma ha subito una significativa flessione del 2,1% in termini reali, a causa della forte crescita dell'inflazione registrata durante l'anno. Il reddito totale delle famiglie più ricche è 5,3 volte quello delle famiglie più povere.
Qual è lo stipendio minimo in Italia?
In Italia non esiste una legge che stabilisca un salario minimo. Per garantire che la retribuzione sia "proporzionata e sufficiente", come previsto dall'articolo 36 della Costituzione, i giudici si rifanno ai minimi salariali indicati nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) siglati dai sindacati e dalle associazioni datoriali più rappresentative. Tuttavia, una recente tendenza giurisprudenziale riconosce al giudice la possibilità di considerare insufficiente un salario che, pur rispettando un CCNL, non viene aggiornato da anni ed è stato eroso dall'inflazione.
Quando si discute con il recruiter ad esempio in fase di colloquio di lavoro sul salario desiderato di solito le aziende in Italia sono disponibili a dare un aumento del 10-15% rispetto alla propria RAL. È meglio evitare di fornire informazioni errate dato che molte aziende richiedono la busta paga come prova. Se invece bisogna trasferirsi in un altro paese in quel caso si prende come punto di riferimento lo stipendio medio per quella professione con gli stessi anni di esperienza alle spalle.
2. Stipendio medio in Italia: differenze tra Nord e Sud
Il salario medio in Italia da anni ha visto sempre delle importanti differenze tra Nord e Sud. Secondo uno studio della Banca d’Italia lo scarto di reddito tra Nord e Sud e di circa del 9% (se si considerano tutti i lavori anche quelli in nero si sale fino al 28%).
Questo è da attribuirsi al fatto che nel Mezzogiorno scarseggiano le grandi imprese (già poco presenti nel territorio italiano) a favore delle piccole e medie imprese (soprattutto nel settore turistico).
Queste non necessitano di operai altamente qualificati e quindi gli stipendi sono nettamente più bassi. Ad esempio questo è il caso di settori come il turismo o la ristorazione che offrono stipendi mediamente bassi. Inoltre, la disoccupazione è più alta al Sud e per questo si accettano posti di lavoro con salari più bassi e spesso anche in nero.
Nel 2023 la retribuzione media mensile lorda è stata di circa 2.000 euro per i dipendenti al Nord e di 1.350 euro per quelli al Sud. A livello provinciale, gli stipendi mensili più alti si registrano a Milano (2.642€), mentre i più bassi si trovano a Vibo Valentia (1.030€). La contrattazione collettiva nazionale, pur essendo in vigore da oltre 50 anni, non ha ridotto queste differenze regionali.
Leggi anche: come inserire il lavoro nero nel curriculum
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3. Stipendio medio italiano: un confronto con l'Europa
Secondo i dati Eurostat del 2024 l’Italia si colloca al 14. posto su 31 nella classifica degli stipendi medi, con una cifra di 35.616 €. Il paese con lo stipendio medio più alto è la Svizzera (104.337 €), seguita da l'Islanda (79.104 €) e il Lussemburgo (74.295 €). I paesi invece con il salari medi più bassi sono la Slovacchia (18.528 €), la Turchia (15.971 €) e la Bulgaria (14.270 €).
Oltre alle considerazioni fatte in precedenza sull bassa produttività del lavoro in Italia se ne possono fare altre sul costo della vita più alto in certi paesi, il livello d’istruzione più basso che vede il nostro paese come il fanalino di coda per percentuale di giovani laureati e il cuneo fiscale-contributivo.
Secondo una ricerca dell’Università Cattolica il cuneo fiscale-contributivo vale il 46% del costo del lavoro. All’interno del cuneo sono presenti imposte a carico del lavoratore (mediamente 15,3%), contributi a carico del lavoratore (circa 9%) e a carico del datore (circa 24%). Questi ultimi finanziano principalmente la previdenza. In altri paesi invece come ad esempio la Germania i contributi pensionistici, tra carico lavoratore e carico impresa, sono del 16% e quindi più bassi.
Il cuneo fiscale, considerando le retribuzioni europee più alte, diminuisce il salario netto medio portandolo al di sotto della media dell’Eurozona di circa 900 € annui. Con questa scelta l’Italia quindi privilegia gli scopi assicurativo-previdenziali nella retribuzione.
Per saperne di più: secondo uno studio di Openpolis che ha elaborato i dati OCSE, dal 1990 fino a oggi il salario medio in Italia è diminuito del 2,9%. In generale la RAL media in Italia ha registrato delle variazioni modeste negli ultimi 40 anni.
4. Perché in Italia si guadagna poco
In Italia si guadagna di meno a causa della bassa produttività delle nostre imprese. Ma cosa si intende per produttività nello specifico?
Sempre secondo l’ISTAT la produttività è: “il rapporto tra il volume dell’output e degli imput che concorrono alla sua realizzazione: essa misura l’efficienza dell’impiego nel processo di produzione dei fattori primari, lavoro, capitale ed è considerata un indicatore di crescita economica e competitività, anche ai fini della valutazione della performance economica nei confronti internazionali.”
Ti sei perso fra i termini di economia, vero? In sintesi, potremmo ridurre la definizione a: “quanto produce un’ora di lavoro umano”. Se paragoniamo, la produttività in Italia a quella degli altri paesi vedremo che la nostra è stagnante. Il lavoro degli Italiani nonostante la fatica che si impiega per svolgerlo produce poco e viene pagato poco. Come mai questo?
La maggior parte della popolazione italiana lavora nelle PMI (piccole e medie imprese) o ne possiede una. Questo tipo di aziende nonostante si possano specializzare in diversi settori hanno meno risorse e quindi meno possibilità di investire, di fare ricerca e di offrire alti stipendi (attraendo personale altamente specializzato che può far crescere l’azienda).
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Punti chiave
Andiamo a riassumere i passi salienti di quest’articolo:
- Lo stipendio medio in Italia è di 35.616 euro lordi (circa 2000 euro netti al mese).
- Vi è uno scarto di reddito del 9% tra il Nord e il Sud d’Italia a parità d’impiego.
- L'Italia si posiziona al quattordicesimo posto su 31 paesi europei nella classifica degli stipendi medi.
- I motivi di un salario medio non ben distribuito e relativamente basso sono da ricercare in diversi fattori, come la bassa produttività del lavoro (dovuta alla prevalenza di piccole e medie imprese), un cuneo fiscale-contributivo elevato e uno scarso tasso di laureati tra i giovani.
Grazie per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questo articolo! Ora avrai le idee più chiare su stipendio medio Italia e le sua posizione nell’Unione Europea! Alla prossima, ciao!